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giovedì 12 gennaio 2012

Ancora una volta..... Senza vergogna

Pensate che questa volta ci avevo sperato veramente: ho visto praticamente avverato il sogno di vedere dietro alle sbarre un parlamentare accuasato di associazione mafiosa, ma anche questa volta tra la libertà di coscienza leghista e la voglia Radicale di tornare tra le braccia del caro Silvio, abbiamo ancora una volta assistito al prevalere delle logiche di partito e di potere su quelle di giustizia.

Non posso dire per decenza quello che auguro a tutti quelli che hanno votato contro l'arresto, ma mi auguro di vederli sparire tutti ed al più presto dalla scena politica nazionale. Nessuno di loro è degno di guidare questo paese, nessuno di loro ha a cuore le sorti di questo paese e del suo popolo.

Spero solo che l'attuale governo riesca ad attuare i prossimi provvedimenti che sulla carta reputo già molto positivi, ma la mia paura è che quei farabutti che occupano gli scranni parlamentari, prima di veder scendere il loro patrimonio di un solo centesimo, siano disposti a farlo cadere consegnando l'Italia nelle mani degli speculatori e della crisi economica.

Voglio solo ricordare a questi cari signori che tutto quello che non si tolgono adesso sarà, moltiplicato per mille, quello di cui i loro figli o nipoti non potranno disporre in futuro. Possibile che non abbiano a cuore nemme questo? Possibile che riescano a sentirsi a posto con la loro coscienza?

Se fosse davvero così ribadisco ancora una volta di più il mio desiderio di vederli sparire tutti il prima possibile.

mercoledì 14 dicembre 2011

Punto di partenza

Pare sia stata finalmente partorita la manovra "lacrime e sangue" per il salvataggio del debito sovrano del nostro paese, infatti ieri, in tarda serata, il premier Monti ne ha illustrato i dettagli in conferenza stampa.
Voglio premettere che mi aspettavo di dover pagare ed ero e sono pronto a fare i sacrifici necessari per salvare l'Italia dall'incubo fallimento e garantirne la permanenza nella moneta unica europea, non mi aspettavo certo di essere esonerato dal pagare. In questi giorni, come credo molti di voi, ho analizzato dai giornali le proposte e le modifiche che hanno portato alla definizione della manovra che approderà in parlamento in questi giorni, e devo dire che non ho capito molto bene se e quanto questa manovra garantisca che il peso degli scempi degli anni passati possa essere ripartito tra tutte le classi sociali, gravando maggiormente su chi effettivamente possiede di più.
Di sicuro c'è da fare di più per quanto riguarda l'evasione fiscale ed il lavoro nero, ma capisco anche che i soldi servono subito e per essere efficaci su questo cancro italiano serva tempo per preparare misure veramente efficaci, ovvero, serva tempo per costruire quella riforma fiscale di cui abbiamo estremo bisogno da un numero di anni che ormai è veramente troppo grande. Sono d'accordo invece con l'innalzamento dell'età pensionabile visto che l'aspettativa di vita media (fortunatamente) sta aumentando sempre di più e visto anche che con le nostre pensioni di anzianità, si smette di lavorare regolarmente prima dei sessant'anni e contemporaneamente alla pensione si continua a lavorare a nero, e qui ci ricolleghiamo al discorso precedente, capisco però meno la non rivalutazione in base all'inflazione delle pensioni basse.
Sono stato felice di leggere della liberalizzazione delle farmacie (in realtà si liberalizzano solo i medicinali di fascia C), ma ci sarebbe veramente da liberalizzare il mondo, a partire dai notai e dai taxi, perché non ne possiamo più della loro "dittatura", sarebbe anche giunto poi il momento di adeguarci a tutto il mondo avanzato ed abolire quegli ormai maledettissimi ordini professionali. Comunque, visto che nessuno prima aveva fatto mai niente in questo campo, possiamo dire che è un inizio e che è stato tolto il primo mattoncino da questo muro di privilegi.
Sono stato felice di leggere che è stato introdotto un superbollo per le auto potenti, sono state introdotte tasse su aerei, barche ed elicotteri privati, ma purtroppo manca quella patrimoniale che sarebbe il giusto compimento della giustizia sociale devastata dai vari condoni, scudi e dalla depenalizzazione di alcuni reati finanziari attuate negli anni passati e caldamente osteggiata dal partito del maggior possidente italiano, chissà perché?
La tassa sui conti correnti invece, credo potesse essere evitata, visto che al giorno d'oggi nessuno ne può fare a meno ed è pure un'imposta lineare che dunque di equo non ha proprio nulla.

Viste tutte queste mie considerazioni, il voto che attribuisco a questa manovra è insufficiente, al massimo appena sufficiente, perché più tasse significano recessione, recessione significa meno occupazione, per cui può essere tollerata solo perché siamo in un momento di emergenza e serve trovare i soldi subito, ma, visto che il debito pubblico si combatte anche con la crescita dell'economia, credo che sia doveroso una manovra per lo sviluppo. In definitiva voglio essere positivo, voglio provare a prendere la manovra d'emergenza come un provvedimento concepito in poco tempo per trovare i soldi necessari a tranquillizzare gli investitori stranieri e riacquistare un minimo di fiducia da parte dei mercati, ma a questa manovra è necessario affiancarne altre che vadano a risolvere i problemi strutturali del nostro paese come la disoccupazione e l'evasione fiscale, altrimenti si sarà fatto qualcosa di controproducente e tra pochi mesi ci sarà nuovamente bisongno di intervenire.

Se invece non si interverrà in tal senso, vuol dire che ha ragione chi dice che rispetto a prima non è cambiato nulla, ma spero con tutto me stesso che abbiano torto marcio.

venerdì 11 novembre 2011

C'è una soluzione migliore?

Ormai, a meno di qualche clamorosa sorpresa o di qualche perfido trucco suicida, il futuro immediato per la guida del nostro paese sembra segnato. Addirittura, dopo la nomina di Mario Monti a Padre della Patria, è caduto anche l'alibi di un governo tecnico.
In questi giorni mi sono domandato spesso se ci fosse un'alternativa migliore ad un esecutivo a larga maggioranza guidato dallo stimato economista e sostenuto da una larga maggioranza, dove, per forza di cose dovranno convergere delle forze politiche che fino a qualche giorno fa si sono fatte la guerra per difendere i privilegi dell'uno o dell'altro.
Ebbene, secondo me in questo momento è completamente inutile inalberarsi perché saremo costretti a vedere nello stesso governo destra e sinistra, visto che a più riprese gli attuali politici, in auge in qualsiasi schieramento, si sono dimostrati incapaci ed inadeguati al ruolo che loro compete. Reputo quindi inutile andare alle urne in questo momento, con le stesse persone e con le stesse inique regole.
Credo che in questo momento chi decida di non appoggiare un governo Monti lo faccia solamente per mero rendiconto personale o perché è mosso da incosciente populismo.
E' giunto il momento di mettere da parte tutti i personalismi e lavorare tutti insieme per risollevare quella cosa che si chiama Italia che tanti al mondo ci invidiano.

giovedì 3 novembre 2011

Il capitano vuole affondare la nave

Ormai il quadro mi sembra abbastanza chiaro: la nave sta per affondare per l'inaffidabilità del proprio capitano, che fino ad oggi si è occupato di riempire la propria stiva con il pesce senza spendere un solo attimo nella manutenzione del natante. Tuttavia con l'aiuto di tutto l'equipaggio e di altre navi di appoggio l'affondamento potrebbe essere evitato, ma il lo stesso capitano rimane interessato solo al pesce nella stiva e si disinteressa completamente alle falle nello scafo. Sia il suo equipaggio, sia gli altri comandanti gli hanno consigliato di farsi da parte e lasciare la guida della nave a qualcuno che sia in grado di condurla a riva, ma lui, imperterrito, dice di essere l'unico capace di salvare la nave perché ha paura che qualcuno gli porti via tutto il pesce e magari lo rinchiuda nella stiva.
Vista la cocciutaggine del capitanol'equipaggio ha già cominciato ad ammutinarsi e le navi di appoggio si guardano bene dall'avvicinarsi troppo per paura di affondare a loro volta.

Il capitano riuscirà a capire che il suo tempo è giunto prima che la nave abbia imbarcato troppa acqua?

La risposta non è facile, ma la mia paura più grande è che il capitano pur di non privarsi del pescato sia disposto a far affondare la nave portando tutti con se sopraffatto dall'ormai avanzata senilità, dalla bramosia di potere e dalla sua innata mania di onnipotenza.

Spero tanto per tutti noi che così non sia, ma i segnali non sono per nulla rassicuranti.

giovedì 27 ottobre 2011

Ogni anno un disastro

Quanti anni consecutivi sono che in Italia, durante la prima pioggia invernale, puntualmente succede una catastrofe e qualche cittadino ci rimette la vita? Senza contare il numero enorme di danni che vengono provocati a strutture, abitazioni e vie di comunicazione.
Ormai è chiaro che il dissesto idrogeologico delle nostre terre ha raggiunto livelli troppo elevati e praticamente ogni zona d'Italia è a rischio devastazione, ogni anno si tratta solamente di capire chi non sarà baciato dalla dea bendata.
Ma indovinate un po' chi addossa la colpa di tutto questo al più grande spauracchio della nostra era, il celeberrimo riscaldamento globale? Avete indovinato: i nostri governanti. Ogni anno tirano fuori questa scusa. Con questo non voglio dire che il clima negli ultimi anni non sia cambiato, infatti è evidente che le piogge siano meno frequenti e più copiose, ma non così copiose da giustificare tutti i disastri degli ultimi anni.

Il fatto grave è che si utilizza il mito del riscaldamento globale per coprire anni anni di abusivismi edilizi, cementizzazioni sciagurate e bassissima manutenzione, il tutto condito con vari condoni per perdonare quei poveretti che hanno costruito dove non si doveva. Tutto questo come sempre in onore del dio denaro senza preoccuparsi minimanente delle ripescussioni che potevano esserci sulle persone.

Non mi stancherò mai di dirlo: è giunto il momento di aprire gli occhi, non possiamo farci più abbindolare dal governante di turno. Certi disastri possono essere evitati, anzi, devono essere evitati. Dobbiamo pretendere più sicurezza per noi stessi e dobbiamo costringere chi comanda a darcela. Siamo un paese civile e abbiamo il sacrosanto diritto di poter vivere civilmente. E' giunto il momento di smettere di sopportare, perché il limite è stato superato da tempo.

giovedì 20 ottobre 2011

Violenza auspicata

Qualche giorno fa l'Italia è tornata nuovamente alla ribalta delle cronache mondiali: mentre in centinaia di città gli indignati manifestavano pacificamente contro il consumismo, la globalizzazione, la finanza creativa che ci hanno portato nelle più grave depressione dal dopoguerra ad oggi, a Roma si permetteva ai fantomatici Black Block di mettere a ferro e fuoco la città.
Eh si, avete capito bene, si permetteva, perché nonostante i favolosi elogi alle forze di polizia che il ministro Maroni ha espresso in parlamento, le forze dell'ordine a Roma non hanno mosso un dito se non per caricare i manifestanti a prescindere che stessero effettivamente distruggendo Roma o meno, comunque sia, anche se questo non fosse vero, ogni azione intrapresa è stata attuata con troppo ritardo.

Io mi chiedo spesso perché in tutte le nazioni del mondo civile si riesca preventivamente a rintracciare e facinorosi e ad arrestarli prima che possano provocare disordini, ed in Italia invece riescano sempre ad infiltrarsi tra la gente normale. Io purtroppo non riesco più a pensare che sia una caso perché troppe volte è già successo, e sicuramente non sarà nemmeno l'ultima volta. Tra qualche giorno infatti ci sarà una manifestazione dei No TAV e vedrete che anche lì qualcosa succederà.

Qualcuno penserà che sono un complottista o addirittura un terrorista perché riesco a pensare certe cose, ma nessuno mi toglierà mai dalla testa che questi violenti vengono lasciati agire per delle ragioni precise e cioè, per sminuire l'importanza della protesta, per far passare in secondo piano chi protesta veramente con convinzione contro un mondo che non è più fatto per noi, e non ultimo per distogliere l'attenzione della gente dalle più che precarie condizioni in cui versa lo Stato italiano relativamente al proprio debito sovrano.
Se ci avete fatto caso poi il buon ministro Maroni, all'indomani della manifestazione di Roma non ha tardato ad invocare una "Nuova legge Reale" che non servirà altro che a limitare agli italiani il diritto di manifestare e a tappare la bocca a chi non la pensa come il governo.

Spero che queste poche righe servano a far riflettere qualcuno per uscire dallo stato di torpore che da troppo ci attanaglia e spero anche che il prossimo 20 ottobre la manifestazione no TAV, per quanto io rimanga distante dalle posizioni di questo movimento, rimanga una manifestazione no TAV e non si l'ennesima battaglia dei violenti contro la polizia.